Messaggio Sinodale per la Nativita 2017

N° di Prot. 2665


MESSAGGIO SINODALE PER LA NATIVITA 2017

“Gloria a Dio in cielo e pace in terra agli uomini che Egli ama”


Cari Padri e Fratelli, cari figli nel Signore,

Quando giunse “il tempo stabilito” (Gal. IV, 4), il momento previsto da sempre, il Figlio Unigenito e Verbo di Dio Padre si incarnò e fece la Sua entrata nel nostro mondo; diventò uomo per liberarci della perdizione eterna e per donarci la salvezza, la gloria divina e l’adozione, il Regno celeste. Mostrò una condiscendenza abissale al genere umano malato di anima e di corpo. Si fece Uomo da una Donna, dalla Tutta Santa Vergine Maria, la Deipara sempre Vergine, come aveva predetto il Profeta Isaia.

La Sua Incarnazione, causa di gioia e di salvezza per il mondo intero, che divise la storia in due – prima e dopo Cristo – è il Mistero dei Misteri, assolutamente inconcepibile non solo per gli uomini, ma persino per i santi Angeli:

Il Dio Illimitato diventa delimitato; Colui Che niente può contenere è contenuto nel Grembo di una Vergine; Colui Che nemmeno il Cielo non può contenere fu contenuto nel Ventre di una Donna; Colui Che è senza inizio comincia, Colui Che è senza tempo e Eterno entrò nella relatività del tempo; l’Onnipotente diventò un Neonato debole e piagnucolante ; Colui Che aveva tutto e non aveva bisogno di niente si ritrovò in situazione di indigenza, la Sua Persona divina si rivestì della natura umana con tutti i suoi bisogni, anche i più umili, salvo il peccato; il Ricco diventò povero e nacque in una stalla a Betlemme di Giudea, fu fasciato con cenci, fu sdraiato, in un presepio, in una “mangiatoia” di animali senza ragione; Colui Che aveva la plenitudine della Gloria Si umiliò, Si diminuì e Si abbassò, assumendo l’aspetto di un servo, senza smettere un solo istante di essere il Dio di tutta la creazione, seduto sul Trono assieme al Padre e al Santo Spirito.

* * *

Perché tanta umiltà? “Per il grande amore che Egli ha manifestato verso di noi” (Ef. II, 4), afferma l’Apostolo Paolo. Si umiliò a tal punto, perché ci amava infinitamente, in modo indescrivibile, e volle salvarci. L’umiltà è amore messo in pratica. E soprattutto, Egli ci amò quando eravamo nemici e non Suoi amici. E questo, perché “Dio è amore” (1Giov. IV, 8). Non sopportò di vedere la Sua creatura decaduta, tiranneggiata e tormentata nei secoli dei secoli. Per questo si umilia così tanto, per soffrire per noi e liberarci dal peccato, dalla morte e dal diavolo. Per rivelarci la “benevolenza” di Dio, la Sua “volontà precedente”, il Suo Consiglio primario, la Sua volontà favorevole e benevolente ai nostri riguardi. Per questo la schiera dei santi Angeli cantava trionfalmente e gioiosamente durante la notte della Natività del nostro Salvatore Gesù Cristo nella Grotta di Betlemme: “Gloria a Dio in cielo e pace in terra agli uomini che Egli ama” (Luc. II, 14).


* * *

La condiscendenza del nostro Salvatore Gesù Cristo, che illuminò le tenebre, riscaldò il gelo e portò la pace e la riconciliazione nella ribellione, ci esorta a penetrare con devozione nel Suo divino Mistero; ci attira con forza verso l’alto all’incontro di Colui Che è sceso e Che scende durante ogni Liturgia tramite i Suoi preziosi Doni; e ci invita imperiosamente a conformarci e ad assomigliargli nella magnificenza divina della Sua umiltà e del Suo amore, servendo il nostro prossimo da qualsiasi posto ci ha assegnato la Sua Provvidenza.

Lui ci ha lasciato e ci dona la Sua Pace; Lui è la nostra Pace, il Riconciliatore e il Pacificatore. Ci ha riconciliati con Dio e con gli Angeli, con gli uomini e con noi stessi, nella luce della conoscenza di Dio e della veritabile pietà. E desidera e aspetta di tutti noi i Suoi fedeli, di tutti i Cristiani Ortodossi, che noi non ci accontentiamo solo della nostra denominazione e della nostra qualità elevate e onorevoli, ma che dimostriamo in modo tangibile che rimaniamo nella condizione benedetta della pace e della riconciliazione con Lui, e anche con gli altri e con noi stessi nel profondo del cuore.

Sono necessarie attenzione e vigilanza costanti, poiché ci minaccia il pericolo, o di cadere nell’errore in ciò che riguarda la pietà della Vera Fede, o di decadere della condizione benedetta della riconciliazione e della pace e di sottometterci alle passioni che ci tentano per ritrovarci sotto il dominio del Maligno, diventando di nuovo nemici di Dio e del prossimo.

* * *

Cari Padri e Fratelli in Cristo,

Dio voglia che non perdiamo la ricchezza dei doni divini, che non decadiamo dall’amicizia e dalla pace divine, che non scambiamo i beni celesti per quelli terrestri, quelli incorruttibili per quelli corruttibili, quelli veritabili e eterni per quelli falsi e effimeri! Ma godiamo con vero pentimento, fede Ortodossa e coscienza pura dei beni che Dio ha preparato per coloro che Lo amano. Amen!


Natività di Cristo 2017

LA SACRA SINODO

L’Arcivescovo

† Kallinikos di Atene con i Membri della Sacra Sinodo