Messaggio Pasquale 2017

N° di Prot. 2535

MESSAGIO PASQUALE 2017

“Nessuno pianga le proprie colpe, perché il perdono è sorto dalla tomba”!

 Figli amati nel Signore risorto,

La Risurrezione del nostro Signore, Dio e Salvatore Gesù Cristo è il più grande e supremo motivo di gioia, poiché la vita non finisce più irrevocabilmente con la morte, ma la morte è stata sconfitta e si apre ormai la prospettiva dell’eternità.

Il peccato ci aveva resi schiavi del diavolo e della morte. Tuttavia, il nostro Signore pieno di bontà ha partecipato alla “carne e al sangue”, per distruggere, mediante la Propria morte sulla Croce, il diavolo che ha il potere della morte, e in questo modo liberare gli uomini che, per paura della morte, vivevano sempre come schiavi (cf. Ebr. II, 14-15).

Con la Risurrezione del nostro Salvatore Gesù Cristo, la morte è stata calpestata assieme alla sua scorta, il peccato e il diavolo, e il perdono e la libertà sono stati accordati ai colpevoli e agli schiavi, a coloro che gemevano imprigionati in inferno e asserviti al peccato.

Il nostro Signore versò il Suo Santissimo Sangue “per il perdono dei peccati” (Matt. XXVI, 28) e dopo la Sua Risurrezione vivificante, dette ai Suoi Apostoli e ai loro sucessori il potere di rimettere i peccati (cf. Giov. XX, 22, Matt. XVI, 12, XVIII, 18), a chi ha Pentimento, perché l’Amore divino prevale, santifica e salva.

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Ma per essere perdonati, è indispensabile perdonare: “e rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori” (Matt. VI, 12). Dobbiamo vincere il male con il bene (cf. Rom. XII, 21) ed essere sempre pronti a perdonare  con amore, come il nostro Signore e Dio Gesù Cristo (cf. Col. III, 13).

Per questo cantiamo continuamente durante il periodo pasquale: “Tutto perdoniamo per la Risurrezione”!

Giacché questa vita è indubbiamente l’anticamera dell’eternità, dove regnano la gioia divina, la pace e l’amore, è ovviamente impossibile che si ritrovino lì, nella realtà celeste della Risurrezione, coloro che non vivono qui in accordo con i principi della Risurrezione e della “nuova creazione”, dell’ “altra vita”.

Ogni animosità e cattiveria, qualunque cosa non è trasfigurata dalla Luce della Risurrezione, che è sgorgata dalla Tomba del Signore, scomparirà e trascinerà con se nella perdizione quelli che ne fanno parte del loro essere. Da lì il verdetto irrevocabile e chiarissimo del nostro Signore nell’Apocalisse : “Fuori i cani, i maghi, i porci, gli idolatri, gli assassini e tutti quelli che amano e praticano la menzogna” (Apoc. XXII, 15).

Al contrario, chi si è pentito, chi perdona, diventa capace di ricevere la Grazia, irradiato dalla “luce della Risurrezione”, pregusta già da questa vita la letizia eterna della redenzione, liberato da ogni tristezza, lamentazione e vergogna della colpevolezza.

Ovviamente, questa gioia matura nella fornace della lotta, delle lacrime, del dolore, del sacrificio, dell’offerta di servizi, della croce...

I canti della Risurrezione ci esortano a festeggiare con gioia immensa: “Pasqua! Abbracciamoci con gioia gli uni gli altri. O Pasqua, redenzione della tristezza”! (Stichira della Pasqua alle Lodi).

San Giovanni Crisostomo afferma trionfalmente: “Nessuno lamenti la propria miseria, perché è apparso il nostro comune Regno. Nessuno pianga le proprie colpe, perché il perdono è sorto dalla tomba. Nessuno tema la morte, perché la morte del Salvatore ci ha liberati”!

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Figli nel Signore Risorto,

Diventiamo partecipi di questa gioia, rinnegando le tristi catene del peccato, rinunciando al diavolo e alla sua scorta e al suo culto, prendendo in avversione specialmente l’orgoglio, questa sorgente di ogni cattiveria. Che non predominino nel nostro essere risorto le volontà umani influenzate dalle passioni, gli errori, la caparbietà, le separazioni, i pregiudizi che trattengono tanti, ostaggi e prigionieri dei loro errori, senza perdono.

E gli innovatori eretici Ecumenisti oggi seguono apertamente e con fermezza la via dell’apostasia; che quelli invece che si separano da loro, seguendo la voce della coscienza, trovino il porto della Vera Chiesa Ortodossa di Cristo e vi entrino, completando così la loro Confessione gradevole a Dio. E che quelli che si chiamano Veri Ortodossi del Calendario Patristico, persistendo nelle loro considerazioni sbagliate e nelli errori del passato vicino o lontano, riflettano alla grandezza della loro responsabilità e ritornino con umiltà e amore all’unione con la Sacra Sinodo Canonica, affinché possiamo gioire insieme per la festa della Risurrezione, opponendoci di comune accordo alle provocazioni inaudite dei nostri tempi apocalittici.

Che il perdono divino e la gioia della Risurrezione del nostro Salvatore il Cristo riempiano tutti i figli della nostra Santissima Chiesa Martire, come pregustazione della gioia futura  senza tramonto nel Regno del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen!

Cristo è Risorto! In verità è Risorto!

Santa Pasqua 2017

L’Arcivescovo
† Kallinikos di Atene con i Membri della Sacra Sinodo