Messagio per la Nativita

N° di Prot. 2535

MESSAGGIO PER LA NATIVITÀ DI CRISTO

dell’anno di Grazia 2016

“Egli si fece uomo, affinché noi siamo fatti dei!”


Amati Padri e Fratelli, amati figli nel Signore,


LA NATIVITÀ del nostro Signore Gesù Cristo nel mondo, a Bethleem di Giudea, venti secoli fa, significava l’Incarnazione del Verbo di Dio e l’apparizione di Dio sulla terra: “Dio si è manifestato come uomo” (1 Tim. III, 16). Il Figlio di Dio si è manifestato rivestito di Carne, come Theantropo ossia Dio-uomo, per ricondurci alla vita divina, dalla quale eravamo decaduti.

Cristo si è incarnato, nella grandezza inconcepibile del Suo Amore, perché l’uomo diventi dio: “Il Figlio di Dio divenne uomo”, sottolinea Santo Atanasio il grande, “affinché i figli dell’uomo, cioè di Adamo, diventino figli di Dio”.


A quelli che hanno accolto la Manifestazione divina con fede, il nostro Signore “ha dato il potere di diventare figli di Dio” (Giov. I, 12). L’adozione divina è, per il fedele che ormai diventa figlio per la grazia dell’Altissimo, del Dio Ognipotente ed Immortale, la più grande dignità e il supremo valore!


L’uomo è stato creato, come è noto, all’origine “ad immagine di Dio”, ma si è corrotto e ha perso la grazia reale e ha stravolto la sua relazione filiale con Dio Padre.

Tuttavia, con la Natività di Cristo, l’uomo è stato divinizzato, poiché si è unito con la Carne di Gesù e si è incorporato alla Sua Chiesa della quale Cristo è il Capo del corpo.


Al Corpo Divino-umano della Chiesa è stata data tutta la grazia della Divinità Trinitaria che salva dal peccato, rigenera, santifica e divinizza l’uomo.


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A OGNUNO di noi però, la Grazia è data “secondo la misura del dono di Cristo” (Ef. IV, 7). Il Signore distribuisce la Sua Grazia in accordo “con il lavoro svolto” (1 Cor. III, 8) nelle virtù e nei Mysteri, ovverosia nei frutti della nostra fede.


Con il santo Battesimo, ci integriamo nella Chiesa Ortodossa e con la Partecipazione al Corpo e al Sangue di Cristo, ci uniamo a Lui e tra di noi. Per la realizzazione di questo dono totalmente gratuito, per la sua preservazione e aumento, è assolutamente necessaria la nostra positiva risposta. L’uomo deve desiderare liberamente la sua divinizzazione. Può aver ricevuto la grazia dell’adozione divina, essere stato registrato come figlio di Dio nella Chiesa, ma l’importante è quanto egli ha reso attiva la grazia nella sua vita quotidiana.


Questo significa che dobbiamo lottare continuamente contro il mondo, la carne e il diavolo, che si oppongono alla nostra vocazione divina e si sforzano di farci loro prigionieri. Non dimentichiamo che la Chiesa è costituita da persone che lottano e si pentono, che non desiderano semplicemente il loro miglioramento morale, ma la santità, ossia la loro unione con Dio nella grazia, la divinizzazione!


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DUNQUE NECESSARIO rafforzare la nostra fede e la nostra volontà incostante, affinché possano respingere la tentazione di realizzare piaceri ingannevoli e peccaminosi che ci allontanano dal Divino Infante. L’adozione divina non si può conciliare con la soddisfazione dei desideri peccaminosi.


Ma come rimanere nella condizione benedetta dell’adozione divina e sfuggire alla pressione dei cattivi pensieri che ronzano continuamente dentro di noi, allo scopo di farci deviare dalla via della salvezza?


La preservazione del sentimento di vicinanza con Cristo Salvatore ha un importanza determinante. La fede viva, la preghiera incessante, le opere di amore e di carità, la pazienza nelle prove e nelle tentazioni, salvaguardano la nostra comunione con Lui e la rafforzano.


Il pentimento, il perdono, e la Comunione ai Mysteri Santissimi, dopo preparazione spirituale con il digiuno e la continenza, vivificano e rinnovano la nostra unione con Cristo.


I pensieri maligni vengono scacciati con le supplicazioni ferventi rivolte a Dio accompagnate dal dolore del pentimento, all’unico Liberatore. Il nostro dolcissimo Signore Gesù Cristo, quando l’uomo invoca il Suo aiuto, “penetra nei posti più nascosti dell’anima” e ci libera del giogo pesante e della servitù dei pensieri maligni (San Macario l’Egiziano).


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Figli amati nel Signore,


CONSIDERIAMO che lontano da Dio e dalla Sua Santa Chiesa, che salvaguarda l’insegnamento divino e il metodo di purificazione e di santificazione, c’è solo errore, peccato, perdizione. La nostra Chiesa Ortodossa, con la Sua Tradizione spirituale, ci guida attraverso i Suoi Santi e attraverso i Vescovi e i Padre Spirituali, nella comprensione giusta e nell’esperienza vissuta della Fede, e anche all’incorporazione personale al Verbo Incarnato. Quelli che si rivoltano contro i loro Pastori Ortodossi legittimi e canonici, perturbano l’ordine divino e si rinchiudono in loro stessi nell’illusione disastrosa della volontà propria.


Dio voglia che viviamo veramente rigenerati la nostra divina adozione, ispirati dalla speranza in elevazioni verso il Signore, in lotte per la virtù e la santità.


Dio voglia che il nostro Signore e Salvatore Gesù Cristo Incarnato ci raffermi nella Confessione della retta Fede, lontano dagli errori e dalle eresie, e in particolare dalla pan-eresia sincretistica dell’Ecumenismo, lontano dalle influenze e dalle trappole diaboliche, dall’apostasia multiforme dell’epoca apocalittica nella quale viviamo.


Dio voglia pure che scacciamo i cattivi pensieri di autocompiacimento e di cupidigia, di lussuria e di misantropia, e ci accordi la vita eterna e la salvezza. Amìn!


Nella Natività di Cristo dell’anno di Grazia 2016
LA SACRA SINODO
L’Arcivescovo
† Kallinikos di Atene con i Membri della Sacra Sinodo